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Quando scade il tartufo fresco: i segnali per capire se è ancora buono

A differenza dei prodotti confezionati, il tartufo fresco non arriva con una data di scadenza stampata sopra. Questo genera spesso ansia in chi lo acquista, spingendo a consumarlo in fretta o, al contrario, a dimenticarlo in frigo fino a quando non è troppo tardi.
Da noi a Campello sul Clitunno maneggiamo tartufi ogni giorno e sappiamo riconoscere al volo quando un pezzo ha superato il suo limite. Ecco quali sono i segnali inequivocabili che vi dicono se il vostro tartufo è ancora buono o se è il momento di buttarlo.
La consistenza prima di tutto
Il primo campanello d’allarme è tattile. Un tartufo sano deve essere sodo e compatto. Se prendendolo in mano lo sentite molle, spugnoso o se la superficie cede sotto una leggera pressione delle dita, significa che la marcescenza è già iniziata.
Se notate una leggera patina bianca in superficie, non allarmatevi subito, perché spesso è solo un po’ di muffa superficiale dovuta all’umidità. Spazzolatela via sotto l’acqua fredda: se il tartufo sotto è duro, è ancora perfetto.
L'odore non mente
Il naso è il vostro miglior alleato. Un tartufo vecchio perde il suo aroma caratteristico e inizia a puzzare di ammoniaca o di fermentazione. Se l’odore vi risulta sgradevole o pungente in modo anomalo, il fungo non è più commestibile.
Anche l’assenza totale di profumo è un brutto segno, perché significa che il tartufo si è seccato completamente, perdendo tutta l’acqua e, con essa, il sapore. In questo caso non vi farà male, ma non saprà di nulla.
Domande frequenti
Posso tagliare via la parte marcia e mangiare il resto?
Se la parte molle è molto piccola e circoscritta, potete provare a inciderla con un coltellino. Se la polpa sottostante è soda e profuma bene, potete usarla. Se invece il rammollimento è esteso, buttate tutto.
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